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Due libri in offerta fino al 10 luglio 2020

I due volumi curati dal Centro Documentazione Storica Citroën per la Edizioni Medicea Firenze dedicati alla più bella automobile di ogni tempo: la Citroën DS.

UNE HISTOIRE D’AMOUR, tratta la storia della vettura dalla nascita di André Citroën ad oggi, con particolare riferimento a quanto accaduto nel nostro Paese, dove il sucesso della Dea DS è stato certamente notevole. Circa 340 pagine riccamente illustrate, anche con immagini inedite, a colori e bianco e nero, che rivelano aspetti meno conosciuti della storia della Citroën DS.

GUIDA ALL’ACQUISTO è un agile volumetto che vi permetterà di riconoscere il grado di originalità della vostra vettura (o di quella che intendere acquistare), prendendovi per mano alla scoperta dei punti deboli della Dea ed insegnandovi a riconoscerne i difetti e valutarne la gravità.
Contiene anche le tabelle complete dei dati tecnici, della gamma dei modelli, gli allestimenti, le combinazioni colore/interni e quanto necessario per distinguere l’originale dal falso.

La “pillola editoriale” di domenica 28 giugno 2020 tratta questi due volumi:

La Dea della Triennale

Quanti di conoscono questa immagine?

Si tratta della DS19 esposta esattamente sessant’anni fa alla Triennale di Milano del 1957, montata su un piedistallo e carenata nella parte inferiore, un lavoro curato da Citroën Italia sotto la direzione dell’ingegner Camillo Saini, allora direttore tecnico della filiale italiana.

La vettura fu esposta nello spazio dedicato alla Francia e si aggiudicò il premio della giuria come “opera d’arte industriale”, provocando il disappunto di Flaminio Bertoni che tante volte aveva inviato le sue sculture alla Triennale e che mai era riuscito a vederne una esposta.

Quell’anno, Flaminio arrivò in Italia per trascorrere il mese di agosto in compagnia dei suoi amici varesini e come di consuetudine passò da Milano a visitare la triennale. Quando trovò la “sua” DS19 esposta ebbe un tuffo al cuore, un secondo tuffo lo ebbe pochi secondi dopo, vedendo che alla base del piedistallo c’era scritto semplicemente “Citroën DS19” e del suo nome non v’era trraccia.

Dopo molti mesi passati a covare la rabbia (era un tipo decisamente collerico), prese carta e penna e scrisse alla Triennale, rivendicando la paternità della vetture esposta (e premiata) a Milano.

La risposta arrivò… da Parigi, più precisamente da Pierre Bercot che gli ricordò senza girarci troppo in torno che lui era semplicemente uno dei tanti “quadri” dell’azienda e nulla più.

Due anni più tardi, dopo aver girato l’Europa, la vettura fu donata al Museo dell’Automobile di Torino, da poco aperto nella splendida sede che occupa tutt’oggi, su un piedistallo più piccolo dov’era esposta comunque inclinata.

Successivamente, persa negli anni la carenatura, fu esposta in posizione normale per poi ritrovare pochi anni fa il suo slancio verso il cielo.

La potete vedere qui, in un filmato che abbiamo dedicato alla DS alla Triennale: https://www.youtube.com/watch?v=eH2IpRdcsI0