L’Airbump-Chair è arrivata al CDSC

Era un pomeriggio di un paio di anni fa quando incrociammo Marco Freschi, all’epoca responsabile comunicazione di Citroën Italia, a Milano, in zona Brera, due airbump sottobraccio.

La battuta che scattò immediatamente era se per caso avesse paura d’essere urtato nel traffico ma lui sorrise serafico dicendo “sottovalutate questa innovazione”. E aveva ragione.

Non c’eravamo incontrati per caso: stavamo andando nello studio di uno dei più grandi architetti italiani di ogni tempo: Mario Bellini, vincitore di 8 (OTTO) compassi d’oro e di un numero incalcolabile di premi e riconoscimenti per i suoi lavori.

Per chi scrive e che ha un passato in Olivetti, Bellini è una figura mitica, l’autore del design di moltissimi prodotti dell’azienda di Ivrea tra cui l’eccezionale Programma 101, primo vero personal computer.

Ma facciamo un passo indietro: tutto era iniziato qualche mese prima con il ritrovamento di una brochure dove si descriveva una concept car molto particolare: la Kar-a-sutra, disegnata proprio da Mario e Dario Bellini, architetti in Milano.

L’auto era verde mela, come saranno le Méhari da lì a poco ed era stata costruita per essere esposta al Museum Of Modern Art di New York (il celebre MOMA) nel 1972, nell’ambito della mostra Italy: a new domestic landscape che celebrava il design italiano in contrapposizione con quello internazionale.

Kar-a-sutra era virtualmente il prototipo di ogni successiva monovolume: un’auto adatta a tutti gli usi e che soddisfaceva ogni esigenza pratica, dall’andare al supermarket all’utilizzo come abitazione per scoprire il mondo. Un’idea geniale che fu poi raccolta da un altro celebre produttore di automobili francese. E André Citroën non avrebbe certamente approvato!

Trovata questa brochure e rintracciato l’indirizzo dello Studio Bellini a Milano, prendemmo contatto per sapere se vi fossero altre informazioni sulla vettura, allo scopo di redigere un testo da usare come comunicato stampa o da passare a qualche rivista specializzata. La risposta andò oltre ogni più rosea aspettativa e pochi minuti dopo (letteralmente pochi minuti) ricevevamo la 4 gigabyte tra video, disegni e foto della Kar-a-sutra!

Non solo: l’architetto Bellini era interessato ad un incontro, per un progetto di ricostruzione della vettura (l’originale è andato perduto) in vista di future esposizioni!

Torniamo alla nostra passeggiata in Brera e all’incontro con Marco con gli airbump sottobraccio: raggiunto lo Studio Bellini, l’architetto ci ha accolti cordialmente, ricordando i molti studi da lui condotti sui sedili delle DS per l’analisi delle imbottiture, dei rivestimenti eccetera, alla ricerca del segreto di tanto comfort. Poi ha casualmente visto i due airbump appoggiati sul tavolo ed ha iniziato a schiacciarne la superficie per provarne la morbidezza.
Marco ha cercato di spiegare che sono le protezioni laterali di C4 Cactus e che erano in grado di assorbire urti fino a otto chilometri orari eccetera eccetera, ma Bellini l’ha fermato chiedendo testualmente “ma voi con questi ci fate solo dei paraurti”?

Il passaggio successivo è stato la creazione di una sedia in plastica “economica come le sedie in plastica ma comoda come una sedia imbottita” che potesse impiegare la medesima tecnologia.

Al successivo Salone del Mobile di Milano c’era uno spazio arredato da Mario Bellini in pieno spirito Citroën dove erano esposti alcuni di quella che fu battezzata Airbump-Chair, oggetto che potrebbe anche entrare in produzione in un futuro non lontanissimo.

Una di quelle sedie, “prototipate” a tempo di record al Fab-Lab di Milano, è oggi arrivata al Centro Documentazione, dove verrà esposta permanentemente assieme a molti degli airbump “affettati” da Bellini per scoprirne i segreti.

Uno splendido ricordo di una fantastica esperienza, perché design is contagious!

Tre poster Citroën

Il Centro Documentazione, in occasione dei 50 anni della Méhari e dei 70 della 2CV, ha fatto tirare 20 copie di due storiche affiches Citroën ed ha realizzato un poster dedicato alla 2CV Charleston.

I poster sono stati stampati partendo dalle trasparenze originali e non dalla scansione di poster esistenti, per questa ragione la qualità delle immagini è eccellente, priva dell'”effetto neve” tipico delle riproduzioni.

I tre poster sono disponibili sul nostro E-Shop a questo indirizzo: http://www.archiviostoricocitroen.info/public/categoria-prodotto/pst/?orderby=date

Nazionalizzazioni

Molti di noi si sono cimentati nell’impresa di reimmatricolare un veicolo proveniente da un Paese dell’Unione Europea e certamente avranno scoperto la differenza che passa tra immatricolare una vettura in ordine con la revisione ed una revisionata da più di un anno (UNO, non due).

In buona sostanza, nel primo caso si tratta di un’operazione puramente burocratica ed in qualche giorno la Motorizzazione fornisce targhe e libretto dietro alla presentazione di sola documentazione cartacea: la scheda tecnica del Costruttore, finora fornita da Citroën e che adesso facciamo noi come CDSC, la carta di circolazione originale, con traduzione giurata e l’atto di vendita. Il costo? Solo quello di targhe e libretto.

Nel secondo caso, quella della revisione superata nel Paese d’origine da più di un anno, al malcapitato veniva richiesto obbligatoriamente (vai a capire perché…) l’iscrizione all’ASI ed il relativo CRS, il veicolo doveva essere sottoposto a revisione presso la Motorizzazione (spesso solo quella di Roma o di Milano) e mille altre gabole. Così i tempi si allungavano a dismisura ed i costi anche: per chi non è già iscritto ad un Club ASI, c’era l’obbligo di iscrizione (diciamo 100 euro all’anno, per restare bassi), il costo del CRS (140 euro circa, incluse spese di segreteria) ed i tempi luuuuuunghi dell’ASI: dai tre ai sei mesi per il CRS.

Bene: la cosa è cambiata, c’è una circolare del Ministero dei Trasporti che obbliga i singoli uffici della Motorizzazione Civile a trattare le vetture prive di revisione come quelle che invece sono in regola, salvo apporre un timbro sulla carta di circolazione che impone la revisione (non necessariamente presso la motorizzazione) del veicolo prima di immetterlo in circolazione!

Quindi tutto diventa semplice e la nazionalizzazione torna ad essere una facile operazione burocratica!

Solo un consiglio: VERIFICATE SEMPRE la carta di circolazione all’atto del ritiro, spesso per pigrizia vengono trascritti i dati tecnici della prima DS che trovano a terminale, così delle DS19 del ’61 hanno motori da 2347cc con cambio automatico o… viceversa!

Per ulteriori informazioni, contattateci a info@archiviostoricocitroen.info

 

Certificazioni veicoli storici

Dal primo marzo è operativo il nuovo servizio Certificazioni del Centro Documentazione Storica Citroën.

Citroën Italia SpA ha infatti delegato presso il Ministero dei Trasporti due rappresentanti del Centro Documentazione alla firma delle attestazioni per i veicoli con oltre vent’anni dalla data di costruzione o prima immatricolazione.

Certificati delle caratteristiche tecniche, nullaosta pneumatici e documenti analoghi saranno rilasciati d’ora in avanti esclusivamente dal Centro Documentazione ai propri iscritti.

Scopri di più visitando la nuova sezione Certificazioni

Citroën DS: il cadeau delle feste

Per tutti gli appassionati dei modelli Citroën ID, D e DS, il Centro Documentazione ha confezionato una strenna molto particolare: abbiamo raccolto i nostri lavori dedicati a questi modelli, dal libro Citroën DS, une Histoire d’Amour alle ultime copie del calendario DS 2018, passando per la guida all’acquisto (con i numeri di telaio, le combinazioni colore ed i “trucchi” per chi vuole valutare una DS) e le riproduzioni di tre la più belle brochure dell’epoca.
Abbiamo aggiunto tre foto di grande formato (circa 33x33cm), diverse per ogni scatola ed abbiamo racchiuso il tutto in prezioso bauletto in legno naturale, personalizzato con il profilo della vostra DS.

Solo dieci pezzi disponibili, sul nostro e-shop, qui: http://www.archiviostoricocitroen.info/public/prodotto/citroen-ds-il-cofanetto-finale/

La Dea della Triennale

Quanti di conoscono questa immagine?

Si tratta della DS19 esposta esattamente sessant’anni fa alla Triennale di Milano del 1957, montata su un piedistallo e carenata nella parte inferiore, un lavoro curato da Citroën Italia sotto la direzione dell’ingegner Camillo Saini, allora direttore tecnico della filiale italiana.

La vettura fu esposta nello spazio dedicato alla Francia e si aggiudicò il premio della giuria come “opera d’arte industriale”, provocando il disappunto di Flaminio Bertoni che tante volte aveva inviato le sue sculture alla Triennale e che mai era riuscito a vederne una esposta.

Quell’anno, Flaminio arrivò in Italia per trascorrere il mese di agosto in compagnia dei suoi amici varesini e come di consuetudine passò da Milano a visitare la triennale. Quando trovò la “sua” DS19 esposta ebbe un tuffo al cuore, un secondo tuffo lo ebbe pochi secondi dopo, vedendo che alla base del piedistallo c’era scritto semplicemente “Citroën DS19” e del suo nome non v’era trraccia.

Dopo molti mesi passati a covare la rabbia (era un tipo decisamente collerico), prese carta e penna e scrisse alla Triennale, rivendicando la paternità della vetture esposta (e premiata) a Milano.

La risposta arrivò… da Parigi, più precisamente da Pierre Bercot che gli ricordò senza girarci troppo in torno che lui era semplicemente uno dei tanti “quadri” dell’azienda e nulla più.

Due anni più tardi, dopo aver girato l’Europa, la vettura fu donata al Museo dell’Automobile di Torino, da poco aperto nella splendida sede che occupa tutt’oggi, su un piedistallo più piccolo dov’era esposta comunque inclinata.

Successivamente, persa negli anni la carenatura, fu esposta in posizione normale per poi ritrovare pochi anni fa il suo slancio verso il cielo.

La potete vedere qui, in un filmato che abbiamo dedicato alla DS alla Triennale: https://www.youtube.com/watch?v=eH2IpRdcsI0

 

L'archivio storico italiano di Citroën & DS